Scambio SISM in Spagna: un “Erasmus” per soli studenti di Medicina

Samantha è una studentessa del 5° anno di Medicina dell’Università di Siena (nonché mia cugina🙂 ), che ha trascorso un mese in Spagna grazie all’IFMSA, attraverso la quale ha potuto frequentare il tirocinio in reparto all’estero.

Questa soluzione può essere, a mio avviso, un ottima opportunità per tutti quegli studenti di  Medicina che vorrebbero fare un esperienza all’Estero ma non vogliono star via 6 mesi o un anno.

1) Quando hai pensato per la prima volta di poter prendere in considerazione un esperienza di studio all’estero?

1) L’idea di fare un’esperienza di studio all’estero credo di averla sempre avuta, ma la possibilità concreta mi si è presentata solo al quarto anno di università.

2) Perché hai scelto la Spagna? Gli italiani in Spagna è vero che “si sentono a casa”?

2) Tra le mete che potevo scegliere la Spagna era quella che mi incuriosiva di più ed i costi di viaggio erano modici. Inoltre, è vero che gli spagnoli sono un popolo talmente affabile e disponibile da farti sentire davvero a casa.

3)Qual’è stato il tuo rapporto con lo spagnolo? Ti sei trovata bene nella città dove sei stata ospitata?

3) Lo spagnolo è una lingua che si inizia ad imparare appena si riesce a stare al passo con la velocità con cui parlano gli spagnoli! La città che mi ha ospitato, Valladolid, in Castiglia e Leon, è stata una sorpresa stupenda; è una città molto bella, ricca di storia, con tante attività per gli studenti ed i turisti ed è una città molto raffinata.

4)Quali sono le principali differenze tra l’approccio didattico spagnolo e quello italiano?

4) L’approccio didattico spagnolo è molto più diretto e pratico, risentendo positivamente del fatto che i titoli passano in secondo piano ed ognuno in reparto ha la propria dignità, dallo studente, all’infermiere, fino al primario.

5) Non sei stata in Spagna con il classico progetto Erasmus, ci spieghi per sommi capi di quale progetto hai fatto parte?

5) Il progetto che mi ha consentito di fare questa esperienza afferisce all’IFMSA, un’associazione internazionale che riunisce tutte le associazioni studentesche di medicina nazionali, come il SISM, che è l’associazione italiana alla quale sono iscritta e che presenta un’intera area dedicata agli scambi internazionali e che si occupa dei ragazzi che arrivano in Italia da tutto il mondo (fino ad ora abbiamo ospitato ragazzi egiziani, spagnoli, brasiliani e thailandesi) e che partono per mete in tutto il mondo per progetti di ricerca o di tirocinio in reparto.

6)Come siamo visti noi italiani in Spagna? Anche li siamo “pasta,mafia e mandolino”?

6) A luglio scorso eravamo in piena negazione della crisi che ci ha travolti da lunghi mesi ed eravamo in pieni scandali politici…tutto questo ha contribuito perché gli spagnoli ci considerassero 60 milioni di berlusconi…come dar loro torto…mi ripetevano: “Perché lo votate??Evidentemente vi sta bene!!”. Avevano un’idea molto negativa dell’Italia, quando dicevo loro di essere del sud Italia mi dicevano “Ah…’ndrangheta!” Erano molto informati sulla mafia in tutte le sue sfumature regionali. E non venivano in Italia come turisti, sapendo che i turisti sono facile preda di truffe…In alcuni casi mi sono davvero vergognata.

7)Cosa ti ha lasciato la Spagna? E cosa ti è mancato più di tutto dell’Italia?

7) La Spagna mi ha dato tantissimo, mi ha insegnato ulteriormente a saper socializzare con tutti quando non conosci nessuno e non sai perfettamente la lingua e mi ha insegnato che anche una persona con un titolo prestigioso è, prima di tutto una persona, e che, soprattutto da studenti, far domande ed essere curiosi è un proprio diritto (cosa che in Italia, invece, è indice di ignoranza).

Dell’Italia a livello universitario non mi è mancato nulla, per il resto è sempre il mio Paese, disfunzionale al massimo, ma amato. Ovviamente mi sono mancati gli affetti più cari, ma skype e qualche visita-sorpresa, hanno sopperito a questa mancanza!

8) Raccontaci la cosa più strana che hai visto o che ti è capitata in Spagna.

8) La cosa più curiosa che ho visto a Valladolid è stato sicuramente Campo Grande, il parco della città in cui i pavoni girano liberamente e sono bellissimi ed il lungo fiume di Valladolid era un posto dove andavo molto volentieri. Inoltre, vi è una pasticceria storica a Valladolid, Cubero, che è uno scultore di zucchero ed ha replicato i principali monumenti della città con lo zucchero, ha vinto molti premi ed il suo museo, nella pasticceria stessa, è un must see di Valladolid!!

9)Il piatto più buono e quello che non mangeresti più che hai provato in Spagna.

9) Il piatto più buono…la paella al nero di seppia a Barcellona e la cucina galiziana, squisita!!
Ed ovviamente il caffè veneziano da Cubero!!!

10) Ne è valsa la pena trascorrere un mese in Spagna? Consiglieresti la tua esperienza ad uno studente che ha in mente di partire come hai fatto tu?

10) E’ stata un’esperienza insuperabile che mi ha insegnato tantissimo sotto il profilo medico prima di tutto e, soprattutto, è stato un arricchimento notevole a livello culturale e sociale. Un’esperienza che consiglio a tutti gli studenti di medicina, visto che siamo tendenzialmente restii a scambi e progetti erasmus, a causa della lunghezza del nostro corso di studi e, proprio per questo motivo, l’offerta di scambi è molto più povera rispetto ad altre facoltà come economia o scienza politiche.

11) At Last but not least…  Qualcuno conosceva Cosenza lì? 

11) Cosenza non era conosciuta, ma se dicevo che si trovava in Calabria mi iniziavano a parlare della ‘ndrangheta (avevano una cultura, in merito, molto ampia)…ho smesso di dire di essere calabrese e mi sono limitata a definirmi “l’estudiante italiana”…

Ringrazio Samantha per aver condiviso la sua esperienza “spagnola”, particolarmente interessante per gli studenti di Medicina e non.

Molto interessante a mio avviso è la risposta alla domanda numero 4, è un aspetto che notano la maggior parte degli studenti che vanno a studiare all’estero, dalla Svezia alla Spagna.

Chissà se qualcosa cambierà prima o poi anche qui. In ogni caso Samantha mi ha dato lo spunto per fare un “approfondimento” sulla città di Valladolid e sulla Castiglia.

Al più presto saranno pubblicate altre interviste a studenti che hanno trascorso, o che stanno trascorrendo un periodo di studio all’estero!

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